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Si fa presto a parlare di filiera delle piante officinali.

Si fa presto a parlare di filiera delle piante officinali.

Lettera aperta della Federazione Erboristi Italiani – F.E.I.

Una vera filiera del settore delle Piante Officinali si costruisce con tutti gli attori della filiera ERBORISTI inclusi. Altrimenti che filiera è?

Il convegno del prossimo  9 settembre al SANA organizzato da FIPPO – ASSOERBE – e SISTE dal titolo:

Il Piano di Settore delle piante officinali: il punto della situazione a tre

anni dal varo nazionale.

a cui (libera scelta) le Associazioni di categoria degli Erboristi NON sono state invitate, pone l’accento anche sulle mancate riforme del settore.

Le riforme che gli organizzatori vogliono sono soprattutto l’abrogazione della legge n. 99 del 1931, “Disciplina della coltivazione, raccolta e commercio delle piante officinali”.

Questa legge istituisce e riconosce a livello nazionale la figura dell’erborista come competente nella coltivazione, raccolta, manipolazione, trasformazione e commercio delle piante officinali.

Non è possibile che associazioni come quelle proponenti il convegno del Sana possano permettersi di distruggere, esclusivamente per loro tornaconto, il settore dell’erboristeria italiana costituito da tecnici professionali e qualificati.

La F.E.I. non lo permetterà.

L’arroganza di alcuni che vogliono addirittura mettere in discussione la stessa definizione di “pianta officinale”, perché è questo quello che scrivono nel programma del convegno, non ci spaventa.

Non possiamo permettere ad alcuno di calpestare e distruggere i diritti acquisiti dagli erboristi in tanti anni di lotte a tutela della nostra professione.

La proposta di legge che stanno sostenendo e che prevede, in pratica, l’abrogazione della nostra legge, è semplicemente ridicola.

Abbiamo sempre cercato di collaborare in modo costruttivo durante il periodo di istituzione del Tavolo di Filiera delle Piante Officinali.  Abbiamo subito contestato la volontà di prevaricazione di queste associazioni che ora si lamentano del fatto che i risultati del Tavolo di Filiera e quindi del Piano di Settore siano stati deludenti, diciamo nulli.

Ebbene devono prendersela esclusivamente con se stessi, piuttosto che richiedere riforme improponibili e vergognose a scapito degli erboristi.

Non possiamo affidare le competenze dell’erborista all’agricoltore, non si può paragonare la coltivazione e lavorazione delle piante officinali ad una comune pratica agricola, specie quando il settore richiede per essere competitivo, anche nei confronti delle importazioni dall’estero, sempre più qualità e quando c’è di mezzo la salute del consumatore.

Il mancato invito della Federazione Erboristi Italiani al  convegno la dice lunga sulle loro aspettative, ma queste associazioni che pensano di essere in diritto di rappresentare il settore erboristico nazionale dimenticano che gli Erboristi da sempre lo hanno difeso e tutelato, chi conosce la storia lo sa, ma queste associazioni che adesso pretendono di dettar legge nel settore dove erano nei momenti più difficili?

Una filiera è un sistema complesso di interazioni a cui tutti devono poter partecipare; è presuntuoso pensare di poter intervenire sull’erboristeria senza la partecipazione fondamentale della figura professionale che è stata costituita nelle sue prerogative proprio dalla legge vigente; queste associazioni devono cambiare il proprio arrogante atteggiamento di chi pretende di poter fare a meno degli erboristi quando si tratta di erboristeria.

Noi, come sempre, se ciò si verificherà, faremo la nostra parte.

FEDERAZIONE ERBORISTI ITALIANI

CONFCOMMERCIO IMPRESE PER L’ITALIA

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